Prodotti speciali

Castella

Da pronunciare "castelà", è un dolce simile al pan di Spagna italiano ma lievemente umido, una specialità di Nagasaki e anche uno dei souvenir locali più popolari.
Introdotto in Giappone intorno alla metà del sedicesimo secolo da alcuni mercanti portoghesi, con la graduale alterazione del metodo di preparazione e della ripartizione degli ingredienti è divenuto a tutti gli effetti un dolce originale giapponese. Ancor oggi a Nagasaki vi sono molti negozi di vari secoli fa specializzati in svariati sapori, da quelli strettamente più tradizionali al cioccolato, al tè verde e ai formaggi.

Kakuni-man

È una grossa e morbida "polpetta" di farina detta pao farcita con carne di maiale stufata.
Derivato dal tobani, un piatto cinese, in origine era solo uno dei componenti di un pasto completo secondo lo stile culinario shippoku di Nagasaki, ma nel tempo la sua ricetta si è via via alterata verso un consumo più semplice e informale.
Aggiungendovi dashi (il leggero brodo di pesce molto usato nella cucina giapponese) e altri condimenti ancora e lasciandola cuocere a lungo, si fa molto succulenta e il brodo di carne e la salsa poco a poco penetrano nello strato superficiale sino a conferire al tutto una deliziosa consistenza saporita. È molto popolare come souvenir di Nagasaki.

Aquiloni

A Nagasaki si chiamano hata. La loro introduzione è attribuita alla Cina e all'Olanda intorno alla metà del quindicesimo secolo, ma presto sono divenuti oggetti dell'artigianato tradizionale dell'area. Ora ne vengono usati circa cinquanta tipi recanti motivi tradizionali, ma per la maggior parte sono piuttosto semplici, ad esempio riproducendo in bianco, blu e rosso i motivi della bandiera e della bandierine di segnalazione delle navi olandesi. A Nagasaki sono spesso scelti come regalo.
Sin dalla fine del diciottesimo secolo in primavera e autunno sui monti attorno alla città si tengono imponenti manifestazioni chiamate hata-age.

Yori-yori

È un dolce cinese molto popolare a Nagasaki. Fatto con un impasto di farina di grano, zucchero e altri ingredienti sino a renderlo simile a un grosso spaghettone, poi torto per conferirgli una forma del tutto unica e quindi fritto, data la forma originale a spirale a Nagasaki è conosciuto affettuosamente come "yori-yori", che letteralmente in giapponese significa, appunto, "torcere-torcere". A renderlo così popolare è la sua particolare consistenza, che con la masticatura espande in bocca tutta la sua dolcezza naturale e una tale bontà da invitare a non smettere mai. Conservandosi relativamente a lungo è altresì ideale come souvenir.

Karasumi

Del tutto simile alla bottarga e considerato una delle tre maggiori raffinatezze culinarie del Giappone, è anch'esso realizzato con l'ovario di muggine. Dopo la conservazione in salamoia viene lasciato essiccare in modo naturale al sole. Fu introdotto in Giappone dalla Cina nella metà del diciassettesimo secolo attraverso Nagasaki, ove è diventato un prodotto locale molto ricercato.
Nonostante sia una squisitezza esclusiva e perciò costosa, a Nagasaki è acquistabile a un prezzo moderato. È ideale accompagnarlo con il sakè, che sta rapidamente varcando i confini giapponesi.